Strade del centro storico di Cartagena: leggende, nomi e monumenti
Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2026

Nel centro storico di Cartagena le strade cambiano nome quasi a ogni isolato, e ogni nome custodisce un pezzo di storia: la Calle de la Amargura ricorda i condannati dell’Inquisizione, la Calle de Don Sancho un eroe di Bocachica e la Calle de las Damas la leggenda di un re travestito. Si percorrono a piedi in 2-3 ore, gratis.
In breve
- Dove: settori di San Pedro (Centro) e San Diego, dentro le mura di Cartagena de Indias.
- Come arrivare: in taxi fino alla Torre dell’Orologio o a Plaza de Santo Domingo; da Getsemaní, a piedi attraverso il Camellón de los Mártires.
- Momento migliore: dalle 7 alle 10 (meno caldo e strade vuote per le foto) o dalle 16, quando si accendono i lampioni.
- Budget indicativo: passeggiare è gratis; musei lungo il percorso 24.000-30.000 COP (≈ 7,50-9,50 USD) a persona; acqua e un succo per strada 3.000-6.000 COP (≈ 1-2 USD).
- Tempo consigliato: 2-3 ore solo strade e facciate; mezza giornata con uno o due musei.
Conversione approssimativa a 3.200 COP per 1 USD (settembre 2026).
Perché le strade di Cartagena hanno nomi così curiosi?
Ufficialmente il centro usa la numerazione moderna di calles e carreras (il Museo Storico, per esempio, è in Carrera 3 #33-46). Ma nessun abitante vi indicherà la strada così. Dentro le mura, ogni tratto tra due incroci conserva il suo nome coloniale, spesso riportato su targhe in ceramica sulle facciate. Per questo la stessa via può avere tre nomi diversi in cinque isolati.
L’origine di questi nomi mescola documenti e tradizione orale. Alcuni ricordano governatori e militari; altri mestieri, edifici scomparsi o episodi dell’Inquisizione. Altri ancora sono pura leggenda, con versioni che si contraddicono. Cronisti locali come Juan Gossaín, su El Tiempo, le raccolgono da decenni. Ecco le più note, distinguendo ciò che è documentato da ciò che si racconta.

Quali sono le strade più emblematiche e che storie nascondono?
Calle de las Damas (via delle Dame)
Forse il nome più famoso del centro, con la leggenda più improbabile. Secondo la tradizione riportata da El Tiempo, un re di Spagna volle vedere con i propri occhi le mura finite e viaggiò in incognito, travestito da donna insieme al suo seguito; il luogo dove alloggiarono divenne “delle Dame”. Altre versioni cambiano re ed epoca. Nessun documento lo conferma, ma la storia sopravvive in ogni visita guidata. Prima si chiamava Calle de Nuestra Señora de los Ángeles.
Calle de la Amargura (via dell’Amarezza)
Qui il nome ha una data. Il 17 giugno 1626, durante un autodafé dell’Inquisizione, gli imputati Pedro Sánchez e Amaro Gómez furono condotti lungo questa via. La cronaca racconta che Sánchez annunciò che sarebbe diventata “la strada dell’amarezza”; fu condannato alle galee e al carcere a vita. Da allora la via è legata al cammino degli accusati verso il tribunale del Sant’Uffizio, il cui palazzo si visita oggi in Plaza de Bolívar.
Calle de los Siete Infantes (via dei Sette Infanti)
Due leggende si contendono il nome. Nella prima, una donna del quartiere partorì sette figli in un colpo solo e il re la premiò per ciascuno. Nella seconda, sette fratelli morirono al porto difendendo l’onore della sorella. Scegliete voi: entrambe si raccontano con la stessa convinzione.
Calle de Don Sancho
Rende omaggio al generale Sancho Jimeno de Orozco, l’ufficiale spagnolo che difese il castello di Bocachica durante l’attacco del barone di Pointis nel 1697: un buon esempio di come la città abbia dedicato le sue strade ai propri difensori.
Calle de la Factoría e la casa del marchese di Valdehoyos
Un tempo chiamata Puerto Escondido, la via prese il nome da una “factoría”, una casa commerciale che vendeva beni di prima necessità e fabbricava candele di sego. Qui sorge una delle dimore più imponenti del centro: la Casa del Marqués de Valdehoyos, costruita nel 1765. Secondo il ministero degli Esteri colombiano, la famiglia aveva un privilegio della Corona per importare farina e persone ridotte in schiavitù, e il piano terra fungeva da magazzino e ufficio. Simón Bolívar vi soggiornò nel 1830. Oggi è foresteria ufficiale del ministero, quindi di norma si ammira da fuori: notate il lungo balcone in legno.
Calle del Tablón (via della Tavola)
Ha avuto altri due nomi: Nuestra Señora de los Valles e Calle de la Imprenta, perché qui funzionava la prima tipografia della città. Il nome attuale ha due spiegazioni: la prima vittima di un’epidemia oppure, la versione più ripetuta, la tavola di legno che i vicini posavano nei giorni di pioggia per passare da un marciapiede all’altro.
Callejón de los Estribos (vicolo dei Contrafforti)
Accanto alla chiesa di Santo Domingo. Quando l’edificio cominciò a mostrare problemi strutturali, i domenicani rinforzarono i muri con contrafforti, detti estribos. Osservateli bene: spiegano il nome e la sagoma massiccia della chiesa.
Calle del Curato (via della Canonica)
Deve il nome alla casa dei parroci, accanto alla chiesa di Santo Toribio. In questa via si trova la casa di Gabriel García Márquez, una residenza privata visibile solo dall’esterno.
Calle de Baloco e vie di Badillo
Due nomi di governatori. Baloco ricorda Francisco Baloco Leigrave, governatore di Cartagena nel 1716; le vie Primera e Segunda de Badillo onorano Juan de Badillo, governatore nel 1536, che arrivò a imprigionare il fondatore, Pedro de Heredia.
Altre strade con una storia: Estanco del Aguardiente, Coliseo e Tumbamuerto
- Estanco del Aguardiente: sede dell’estanco coloniale, l’ufficio che controllava la vendita di liquori e tabacco.
- Calle del Coliseo: ricorda un antico colosseo dove si tenevano rappresentazioni teatrali.
- Tumbamuerto: durante un’epidemia i cortei funebri passavano per questa via dissestata e, secondo la cronaca, più di una bara finì a terra.
Quali edifici e monumenti vedere lungo queste strade?
Se avete letto la nostra guida completa al centro storico di Cartagena, conoscete già i grandi musei. Qui ci concentriamo sugli edifici che danno carattere alle strade, compresi alcuni davanti ai quali molti passano senza fermarsi.

Torre dell’Orologio e Plaza de los Coches
L’antica Puerta del Puente (1631) collegava la città a Getsemaní; l’orologio che le dà il nome arrivò dopo. Attraversandola si raggiunge Plaza de los Coches, con la statua di Pedro de Heredia e il Portal de los Dulces, dove si vendono cocadas e alegrías.
Plaza de la Aduana e Casa della Dogana
È la piazza più grande del centro. Prese il nome nel 1790, quando vi si insediò l’amministrazione doganale; prima era nota come piazza della Real Contaduría. La Casa de la Aduana ospita oggi il municipio. Al centro si erge la statua di Cristoforo Colombo, inaugurata il 12 ottobre 1894.
Chiesa e Plaza de Santo Domingo
La chiesa dei domenicani risale al XVI secolo e fu la loro casa fino al XIX. All’interno si venera il Cristo de la Expiración, un crocifisso ligneo avvolto nella leggenda: si dice che l’artigiano che lo scolpì sparì appena terminata l’opera. L’altare barocco è del 1807, opera dell’artista cartagenero Hermenegildo José de Ayala, e ogni 14 settembre una replica esce in processione. Fuori, la piazza è la più vivace del centro, con dehors e la donna sdraiata di Fernando Botero, soprannominata “La Gorda Gertrudis”.
Chiesa di Santo Toribio de Mogrovejo
All’angolo del parco Fernández de Madrid, fu iniziata nel 1666, una delle ultime chiese coloniali. Conserva una palla di cannone entrata in chiesa nel 1741 in piena messa (durante l’assedio dell’ammiraglio Vernon), l’unica pala d’altare barocca della città secondo Colombia Travel, e affreschi coloniali.

Plaza de la Proclamación e Casa del Cabildo
Di fronte all’antico palazzo del consiglio cittadino e accanto alla Cattedrale, questa piazza ospitava i proclami ufficiali e soprattutto, l’11 novembre 1811, il popolo riunito per sostenere la Dichiarazione d’Indipendenza di Cartagena. Una targa del Comune lo ricorda. Tappa obbligata se visitate la città durante le Feste dell’Indipendenza.
Claustro de La Merced
Spazio culturale dell’Università di Cartagena (Carrera 4 #38-40). Nel suo patio riposano le ceneri di Gabriel García Márquez. Ingresso gratuito dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17; chiuso nel fine settimana.
Teatro Adolfo Mejía (ex Teatro Heredia)
Il grande teatro cittadino ha compiuto 114 anni nel 2025 ed è stato riaperto dopo il restauro nel 1998 con il nome del compositore Adolfo Mejía. A gennaio 2026 El Universal ha annunciato un intervento strutturale, il primo importante in 28 anni, con lavori sospesi durante i festival. Prima di andare verificate se ci sono visite o spettacoli; la sua galleria d’arte apriva dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17 secondo l’ultimo orario pubblicato.
Museo Navale dei Caraibi
In Calle San Juan de Dios #3-62, in un edificio coloniale accanto alle mura. Racconta gli assedi e la difesa marittima della città: il complemento ideale per capire perché tante strade portano nomi di militari.
| Luogo | Indirizzo | Orari | Biglietto adulto |
|---|---|---|---|
| Museo Storico (Palazzo dell’Inquisizione) | Carrera 3 #33-46, Plaza de Bolívar | Lun-sab 9-18; dom 10-16 | 24.000 COP (≈ 7,50 USD) |
| Museo Navale dei Caraibi | Calle San Juan de Dios #3-62 | Tutti i giorni 10-18 | 24.000 COP (≈ 7,50 USD) |
| Casa Museo San Pedro Claver | Carrera 4 #30-01, Plaza San Pedro Claver | Lun-ven 9-16:30; sab-dom 10-16 | 30.000 COP stranieri (≈ 9,50 USD); 21.000 COP colombiani |
| Museo dell’Oro Zenú | Carrera 4 #33-26, Plaza de Bolívar | Mar-sab 9-17; dom 9-14 | Gratis |
| Claustro de La Merced | Carrera 4 #38-40 | Lun-ven 8-17 | Gratis |
| Strade, piazze e mura | Tutto il centro | Sempre aperte | Gratis |
Qual è il miglior itinerario a piedi tra le strade emblematiche?
Questo percorso copre l’essenziale in 2-3 ore con calma. Tenete la mappa sul telefono: i nomi cambiano da un angolo all’altro.
- Torre dell’Orologio e Plaza de los Coches: partite presto e assaggiate un dolce al Portal de los Dulces.
- Plaza de la Aduana: la statua di Colombo e la Casa della Dogana.
- Plaza de San Pedro Claver e Calle San Juan de Dios: se entrate in un solo museo, scegliete il Santuario o il Museo Navale.
- Calle de Baloco e Calle de las Damas: balconi, bouganville e la leggenda del re travestito.
- Plaza de Santo Domingo e Callejón de los Estribos: cercate i contrafforti e salutate la scultura di Botero.
- Calle de la Factoría: la facciata della casa del marchese di Valdehoyos.
- Plaza de la Proclamación e Plaza de Bolívar: Cattedrale, Palazzo dell’Inquisizione e Museo dell’Oro.
- Claustro de La Merced e Teatro Adolfo Mejía: l’omaggio a García Márquez.
- Calle del Curato e Santo Toribio: finite al parco Fernández de Madrid e proseguite verso il quartiere San Diego.

Dove mangiare lungo il percorso?
L’itinerario attraversa la zona con più ristoranti della città. Per un pranzo o una cena su prenotazione, vedete la nostra selezione su dove mangiare nel centro storico di Cartagena. Per uno spuntino, un succo fresco o un’arepa de huevo per strada costano poco; chiedete sempre il prezzo prima.
A cosa fare attenzione girando per il centro?
- Caldo: camminate presto o nel tardo pomeriggio; portate acqua, cappello e crema solare. Ottobre è di solito il mese più piovoso: acquazzoni forti ma brevi.
- “Guide” improvvisate: se qualcuno inizia a raccontarvi la storia di una strada mentre camminate, concordate il prezzo prima o dite “no, gracias”. Preferite guide autorizzate o un free tour organizzato.
- Prezzi esposti: dal 2024 un decreto comunale impone prezzi in pesos tasse incluse. Senza prezzo, non ordinate.
- Carrozze: concordate tariffa e percorso prima di salire.
- Case private: la dimora Valdehoyos e la casa di García Márquez non sono musei; rispettate chi ci abita.
- Chiese: sono luoghi di culto attivi; evitate di entrare durante la messa e vestitevi in modo adeguato.
- Oggetti di valore: nelle piazze affollate tenete il telefono al sicuro e usate una borsa a tracolla; la sera scegliete strade frequentate.
- Lunedì: diversi musei sono chiusi (per esempio il Museo dell’Oro).

Domande frequenti sulle strade del centro storico
Perché si chiama Calle de las Damas?
Per una leggenda: un re di Spagna avrebbe viaggiato in incognito, travestito da donna, per vedere le mura finite. Non ci sono prove documentali; prima si chiamava Calle de Nuestra Señora de los Ángeles.
Quanto costa visitare le strade del centro storico?
Niente: strade, piazze e mura sono gratuite. Si paga solo per i musei, tra 24.000 e 30.000 COP per adulto; il Museo dell’Oro e il Claustro de La Merced sono gratis.
Quanto dura l’itinerario a piedi?
2-3 ore solo per strade e facciate; mezza giornata con uno o due musei.
Dove si trovano le ceneri di Gabriel García Márquez?
Nel Claustro de La Merced dell’Università di Cartagena (Carrera 4 #38-40), aperto gratuitamente dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17.
Si può visitare la casa del marchese di Valdehoyos?
Di norma no: è foresteria ufficiale del ministero degli Esteri colombiano. Si ammira dalla Calle de la Factoría.
Cosa accadde in Plaza de la Proclamación?
L’11 novembre 1811 il popolo vi si riunì per sostenere la Dichiarazione d’Indipendenza di Cartagena.
Fonti
- El Tiempo – Las calles que nunca callan (1997, in spagnolo)
- El Tiempo – Juan Gossaín sui nomi delle strade di Cartagena (2019, in spagnolo)
- Al Día News – Streets of Cartagena (in inglese)
- Ministero degli Esteri colombiano – Casa del Marqués de Valdehoyos
- Colombia Travel – Chiesa di Santo Toribio de Mogrovejo
- El Universal – L’enigma del Cristo de la Expiración (in spagnolo)
- EcuRed – Plaza de la Aduana (in spagnolo)
- HMdb – Targa di Plaza de la Proclamación
- El Universal – Lavori al Teatro Adolfo Mejía (2026, in spagnolo)
- El Universal – Percorso dei musei di Cartagena 2026 (in spagnolo)
